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Nel settembre 2011 Luisa Vanzetta è invitata a partecipare con una propria opera alla mostra collettiva “Sette artisti trentini a Levico”, a cura di Paola Vettorazzi con il contributo di Alessia Castellani, Stefano Franzo, Andrea Viliani; presso la storica Villa Sissi e nello specifico, nel prestigioso e ricco Parco botanico, a Levico Terme (Tn).
In tale occasione viene sviluppata una struttura performativa che vuole far emergere alcuni caratteri propri dell’opera, pensata come installazione site-specific.
Attraverso un ridisegno coreutico e scenografico viene messo in scena un rito panico che mediante l’uso del corpo, della luce, del suono e soprattuto della scultura e del luogo, tenta di ridestare alcune delle forze evocate dal lavoro dell‘artista, lavoro di per sé orientato ad un approccio sinestetico.

“[…]Accosterei Il nuovo lavoro di Vanzetta con quell’ -opera aperta
in quanto movimento- che Umberto Eco descrive come -caratterizzata
dall’invito a fare l’opera con l’autore-. Questo invito viene qui
esteso anche ai fenomeni atmosferici e naturali, oltre che alle
tante creature animali che, pur prudentemente, vivono nel parco.[…]”
Paola Vettorazzi – Catalogo della Mostra.

“[…] Per Luisa Vanzetta il suono -diventa una possibilità in più
della forma- e della materia […]”
Stefano Franzo – Catalogo della Mostra.