Sette Passaggi Ostinati
Premiato al  Concorso Internazionale d’Arte Contemporanea “260MQ” Levico Terme 2012
Sette lanterne che suonano, sette tamburi che battono

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Il luogo si desta nottetempo, la trama sviluppa l’ordito verso un luogo: lanterna radicata verso il cielo, nel cui grembo pulsa e batte il ritmo del caldo respiro della terra. quando il vento ne anima le vele, essenze naturali danzano in un rito antico, celebrando la giovane stagione che nasce.
Abitare il luogo, dunque, prima che disegnarlo. Un luogo che accoglie, come da sua attuale vocazione e struttura.
Per far ciò si scompone in diverse sezioni e misure la superficie, la si riga e la si compone attraverso un assemblaggio stereotomico di essenza di legno, secondo l’antica tecnica dell’assemblaggio a secco.
L’essenza scelta è larice, tipica dei luoghi, impiegata in listelli a sezione quadrata di 40 mm di lato e 7 diversi moduli di lunghezza, quale aspetto tettonico e artificiale della composizione; e assi non refilate, quali inserti informali e naturali.
Tali 7 moduli si aggregano come altrettante strutture cristalline, animate dal soffio della luce, scomposta in 7 canali pulsanti, regolati da un comando a relè con rilevatore di presenza, in modo da interagire con chi attraversa lo spazio, mediante terminali luminosi nascosti all’interno delle strutture stesse.
Queste lanterne sono adagiate su un letto di ghiaia e odoroso cippato di legno.
Alcune di esse, di modulo minore, circa 40 cm di lato, ospitano un tamburo a fessura, dal  suono caldo, acquoso e tranquillo, (disegnato su prototipo-bozzetto appositamente realizzato e proposto nel materiale video allegato), che suona anche quando battuto dalla pioggia.
Emergenza visiva ed invito ad attraversare obliquamente lo spazio è la lanterna ‘maggiore’: spazio sacro cubico, composto da un modulo di 4,20 m di lato, listelli, teli ed assi.
I listelli piegano in verticale, vengono cuciti da teli di cotone, in modo da formare delle vele basculanti sotto l’azione controllata del vento, battenti su dei listelli sezionati su lunghezze musicali, in modo da comportarsi come veri e propri tasti e martelletti.
Le assi sbozzate infine, sono opportunamente disposte in modo da offrirsi alla percussione mediante martelletti sferici di gomma legati a funi. Un volume risonante come organo di legno e proteso verso il cielo, a raccogliere e captare vento ed ospitare e frantumare la luce del sole.
Sospesa una lanterna proietta di notte lingue d’ombra.