Complesse e incompiute. Tuttavia feconde
Testo di: Diego Segatto, Fabrizio Latrofa, Andrea Mochi Sismondi (Re:Habitat)
Contributo al numero 8 (gennaio-marzo 2016) de iQuaderni di UrbanisticaTre
a cura di GU | Generazione Urbana.

Immagine: Art and life geography, artway of thinking, Venezia, 2015 (ph: Nicoletta Boraso)

 

“[…] Vivere nella città implica immergere i nostri corpi in un sistema di interpretazione del mondo che impone regole adatte alla riproduzione del capitale […]”
“[…] Consapevoli che il modello è soprattutto rappresentabilità, mappatura – cioè dispositivo di visibilità – abbiamo imparato a riconoscere il profondo scarto che al contempo separa ed intreccia i livelli “cartografico” e reale (Deleuze2007) e si confonde nella matassa di linee tracciate dai dispositivi di visibilità legati al sapere […]”

 

“[…] Paradigmi come smart city, città collaborative, sviluppo sostenibile o social innovation,  declinati prevalentemente su rendite finanziarie legate agli interessi di immobiliari e di corporazioni operative nel mercato ICT  o sulla costruzione di arene del consenso come driver delle economie e delle politiche urbane, producono processi manipolativi e privatizzano lo spazio pubblico […].”
Allegato: i Quaderni #08

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